La cosa più urgente non mi sembra dunque difendere una cultura, la cui esistenza non ha mai salvato nessuno dall’ansia di vivere meglio o di avere fame, ma estrarre da ciò che chiamiamo cultura, delle idee la cui forza di vita sia pari a quella della fame

Antonin Artaud

At 4.48

when depression visits

I shall hang myself
to the sound of my lover’s breathing

I do not want to die

I have become so depressed by the fact of my mortality that I have decided to commit suicide

I do not want to live

I am jealous of my sleeping lover and cover his induced unconsciousness

When he wakes he will envy my sleepless night of thought and speech unslurred by medication

I have resigned myself to death this year

Some will call this self-indulgence

(they are lucky not to know its truth)

Some will know the simple fact of pain

This is becoming my normality

This is becoming my normality

100

91         84                                           81

72       69       58        44

37                                    38                42            21                                                                                       28

12          7

 

Sarah  Kane   4.48    PSYCHOSIS

 

 

 

 

 

 

 

Un numero che contiene e dilaga, che raccoglie l’acqua quando piove.

Nei significati qualcuno ha voluto farne un moto rivoluzionario, altri gli hanno messo una taglia.

Per noi è quello della somma delle cose non dette, sottili violenze subite nei “domicilio colposi” della causa globale.

Oggi lo spettacolo che non vive nella performance, sta stretto nella misura matura delle arti del XXI sec.

mentre si allarga l’idea di una famiglia XXXL nutriente essenziale del corpo.

 

 

Metalogo 48: nella misura di numeri e parole

Coreografia: Annamaria De Filippi

Visual Design: Piero Andrea Pati

Sound Design: Alessandro Saviozzi

Interpreti: Mariliana Bergamo, Enrica Di Donfrancesco, Francesca Nuzzo, Francesca Pili

Produzione: Metalogo