Torino – Teatro Astra
07 marzo 2012 h 17:30

Factory compagnia transadriatica / Compagnia Elektra

CENERENTOLA e il principe cieco d’amore ma sordo per davvero

conMariliana Bergamo, Emilio Marchese, Francesca Nuzzo, Serena Rollo, Fabio Tinella

coreografie Annamaria De Filippi

costumi Lapi Lou

scene Piero Andrea Pati

luci Davide Arsenio

drammaturgia e regia Tonio De Nitto

 

La favola la conosciamo tutti: Cenerentola, orfana di madre, è cresciuta con le sorellastre e la matrigna, che alla morte del padre, la confinano a far la serva in casa propria. Solo l’amore del principe azzurro e l’intervento di una fata madrina riusciranno a ridare a Cenerentola quanto le era stato tolto e punire le malvagie invidiose. Nella storia appaiono immediate la differenza tra Cenerentola e le sue sorelle, quanto queste sono goffe e “culone” tanto l’altra è la personificazione di grazia e leggerezza.  E’ una storia di invidie e gelosie all’interno del nucleo familiare, ma anche di un mondo, che presto può rivelarsi diverso da com’è o come dovrebbe essere, secondo il comune concetto di normalità. Quello di Cenerentola è un mondo dove madri spregiudicate sono disposte a tutto pur di “arraffare” tutto quello che si può e che non si può ottenere, manipolando le figlie come marionette per raggiungere i propri fini; dove ci sono figlie ammaestrate, viziate e sorde nel comprendere e accettare l’altro; non l’altro lontano quello che non si conosce, ma l’altro in casa propria, la sorella(stra) più piccola, senza cipolle ai piedi, leggera e morbida come una piuma, diversa, migliore e quindi il nemico da combattere per arrivare alla meta.

E poi c’è un principe, bello e irraggiungibile, schivo, non rivolge la parola a nessuno, guarda tutti dall’alto al basso. Almeno questo è quello che si vede fermandosi a una prima impressione. Ma il nostro principe è sordo, e non parla. È sordo dalla nascita ma la notizia non è stata mai resa pubblica. Si vergogna, non accetta questo suo handicap, non si sente all’altezza del ruolo che presto sarà chiamato a ricoprire, non è mai uscito di casa e per farlo accasare ai regnanti non resta che organizzargli una festa, un ballo, con tanta musica dove non si deve parlare troppo, con la speranza che superi la sua timidezza. Il resto lasciamo che accada…
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primo studio


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bozzetto armadio

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Torino – Teatro Astra
07 marzo 2012 h 17:30

Factory compagnia transadriatica / Compagnia Elektra

conMariliana Bergamo, Emilio Marchese, Francesca Nuzzo, Serena Rollo, Fabio Tinella

coreografie Annamaria De Filippi

costumi Lapi Lou

scene Piero Andrea Pati

luci Davide Arsenio

drammaturgia e regia Tonio De Nitto

 

La favola la conosciamo tutti: Cenerentola, orfana di madre, è cresciuta con le sorellastre e la matrigna, che alla morte del padre, la confinano a far la serva in casa propria. Solo l’amore del principe azzurro e l’intervento di una fata madrina riusciranno a ridare a Cenerentola quanto le era stato tolto e punire le malvagie invidiose. Nella storia appaiono immediate la differenza tra Cenerentola e le sue sorelle, quanto queste sono goffe e “culone” tanto l’altra è la personificazione di grazia e leggerezza.  E’ una storia di invidie e gelosie all’interno del nucleo familiare, ma anche di un mondo, che presto può rivelarsi diverso da com’è o come dovrebbe essere, secondo il comune concetto di normalità. Quello di Cenerentola è un mondo dove madri spregiudicate sono disposte a tutto pur di “arraffare” tutto quello che si può e che non si può ottenere, manipolando le figlie come marionette per raggiungere i propri fini; dove ci sono figlie ammaestrate, viziate e sorde nel comprendere e accettare l’altro; non l’altro lontano quello che non si conosce, ma l’altro in casa propria, la sorella(stra) più piccola, senza cipolle ai piedi, leggera e morbida come una piuma, diversa, migliore e quindi il nemico da combattere per arrivare alla meta.

E poi c’è un principe, bello e irraggiungibile, schivo, non rivolge la parola a nessuno, guarda tutti dall’alto al basso. Almeno questo è quello che si vede fermandosi a una prima impressione. Ma il nostro principe è sordo, e non parla. È sordo dalla nascita ma la notizia non è stata mai resa pubblica. Si vergogna, non accetta questo suo handicap, non si sente all’altezza del ruolo che presto sarà chiamato a ricoprire, non è mai uscito di casa e per farlo accasare ai regnanti non resta che organizzargli una festa, un ballo, con tanta musica dove non si deve parlare troppo, con la speranza che superi la sua timidezza. Il resto lasciamo che accada…
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primo studio


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bozzetto armadio

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